martedì 12 dicembre 2017

Di generazione in generazione

Mi sono chiesto perchè alcuni genitori riescano a trasmettere la fede e i valori ai propri figli e altri no, infatti spesso ci sono persone che hanno fatto un cammino di fede molto intenso e hanno cercato di trasmetterlo ai figli senza successo.
Molto dipende dal contesto in cui si è inseriti come famiglia, ad esempio far parte di un gruppo di famiglie più ampio e impegnato concretamente in qualche servizio, può costituire un esempio per i ragazzi: i figli vedono a cosa può portare credere in certi valori e non si limitano ad ascoltare parole anche se molto belle.  Vedere le opere che la fede può compiere, li può portare a fare scelte coraggiose. Naturalmente non c’è una ricetta valida per tutti, perchè ognuno reagisce in modi diversi; fatto salvo il libero arbitrio di ognuno penso che un esempio concreto sia di grande aiuto. Ad esempio l’attività con persone disabili è una testimonianza per i giovani, perchè vedono concretamente che cosa vuol dire l’amore purchè questo servizio non diventi un obbligo per i ragazzi altrimenti si ha la reazione opposta.   


martedì 20 giugno 2017

Camminare verso l'Altro

Nel Vangelo di Matteo (Mt 14, 22-36) troviamo l’episodio di Gesù che cammina sulle acque.
La prima cosa da notare, in questo brano, e' che prima di iniziare il cammino Gesù e' sul monte da solo a pregare. Il cammino verso gli altri inizia nella solitudine e nella preghiera. Poi Gesù attraversa i campi e arriva alla riva del mare. Fin qui e' tutto normale. Però adesso c' e' il mare. E non e' una cosa naturale camminare sulle acque eppure Gesù non si ferma davanti a questa difficoltà. Vuole raggiungere i suoi amici e per questo va avanti.
Anche noi a volte dobbiamo fare lo stesso percorso e Gesù vuole che anche noi camminiamo sulle acque. Quando Pietro gli chiede di andare da lui Gesù non dice di no, non dice "tu sei un uomo e io sono Figlio di Dio", ma gli dice "vieni!".Gesù non e' geloso del suo potere, ma vuole condividerlo. Il problema e' che Pietro non ci crede ed ha paura.
 Camminare sulle acque non e' naturale ma con Gesù si può fare così come non e' tanto naturale che una persona disabile faccia un cammino di fede o che venga considerata felice, ma con l'aiuto di Gesù e degli altri amici può essere possibile.
Pietro ha paura del vento o delle onde ma soprattutto non crede di poter fare quello che fa Gesù e questo e' anche il nostro problema cioè il problema di ognuno di noi. Non crediamo fino in fondo che Gesù sia venuto a condividere la sua natura divina come dicono due padri della Chiesa,  Ireneo e Atanasio.

( cfr CCC 460) Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell'uomo: perché l'uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio.(Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 19, 1: SC 211, 374; PG 7, 939).

Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio.(Sant'Atanasio di Alessandria, De Incarnatione, 54, 3: SC 199, 458; PG 25, 192).

Eppure è proprio questo lo scopo dell'incarnazione, è proprio questo il regalo che Cristo è venuto a farci. È un regalo per tutti e soprattutto per chi deve camminare sulle acque tempestose per arrivare all'Altro.





mercoledì 22 febbraio 2017

Servo-padrone

Il rapporto tra medico e malato o tra fisioterapista e paziente dovrebbe essere sempre improntato sulla collaborazione e sulla reciprocità; il soggetto preso in cura non dovrebbe essere considerato un oggetto, ma per quanto possibile dovrebbe cooperare.  In generale bisogna passare da un rapporto strumentale servo-padrone a un rapporto umano di amicizia. Questo implica l’accettare la debolezza nei rapporti. Il rapporto strumentale dà una certa sicurezza sia al padrone che al servo in quanto c’è una certezza nei ruoli, che porta a una tranquillità e a non dover mettersi in discussione.  Il rapporto di amicizia ha meno certezze, non ha orario. Naturalmente non tutti i rapporti possono essere delle amicizie, ma a me è capitato che molti rapporti di lavoro con il tempo diventassero tali.

martedì 13 dicembre 2016

Persone attivanti

Le persone con disabilità possono essere soggetti attivi o attivanti. Una persona attivante è apparentemente in condizione di totale passività, ma se inserita in un contesto di solidarietà, con la sua presenza, genera nel gruppo di persone, che ha intorno, affetto e sollecitudine.Queste sono generate non solo nei suoi confronti, ma a volte nascono anche tra i vari “aiutanti”, che possono, in alcuni casi, diventare veri amici tra loro. Quindi il più disabile di tutti può dare la cosa più importante di tutte, sul piano umano, sociale e morale, cioè l’amicizia. In questo senso è attivante, perché attiva gli altri.

mercoledì 23 novembre 2016

Il muro

Qualsiasi impero che costruisce muri va in rovina.
I muri sono segni contemporaneamente di compiutezza e di debolezza: quando si costruisce un muro significa che non si vuole andare oltre ad esso. Riflettendo sul muro di Berlino, a 25 anni dalla sua caduta, si possono vedere le sue contraddizioni.
Il comunismo che doveva essere una rivoluzione mondiale, capace di estendersi a tutti i popoli, attraverso la costruzione del muro rivelò implicitamente tutti i suoi limiti; infatti è crollato dopo 20 anni, un tempo molto breve per la storia.
Il comunismo doveva essere la società perfetta, capace di attirare tutti i popoli mentre il muro è stato costruito per impedire la fuga. Quindi la compiutezza che di solito viene interpretata come segno di forza, in realtà può anche essere interpretata come un segno di debolezza o almeno dell’inizio della crisi.

Oggi in Europa e negli Stati Uniti si stanno costruendo muri per proteggersi dagli immigrati, questo rende evidente che non si è imparato niente dalla storia, poiché questa dimostra che qualsiasi muro alla fine viene distrutto.

martedì 15 novembre 2016

La periferia al centro

Papa Francesco invitati tutti ad “imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, per primi verso i nostri fratelli e sorelle, soprattutto i più lontani quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione e aiuto”.
Quando il Papa è andato a Lampedusa, l’isola è diventata per qualche settimana il centro d’interesse dell’Europa, perchè la sua presenza ha attirato l’attenzione dei media su quel luogo e su ciò che rappresenta.  Spenti i riflettori sulla vicenda, Lampedusa è tornata ad essere al margine dell’interesse collettivo e qualche mese dopo c’è stata l’ennesima tragedia in mare.

Secondo me bisognerebbe trasformare le periferie in centri, ma per esserlo davvero bisognerebbe che fossero collegate con altri centri, poiché ogni centro è un luogo da cui partono tante strade che portano agli altri, mentre le periferie sono state isolate. Questo discorso vale anche a livello personale, in particolare nel caso della persona disabile. Infatti essa ha difficoltà a collegarsi con gli altri per tanti motivi; potrebbe diventare un centro se aiutata, se messa in condizione di avere rapporti non soltanto di cura o di assistenza, ma anche d’amicizia, anche se poi questi due tipi di relazione non si escludono. Perchè accada questo la prima cosa necessaria è una famiglia che aiuti la persona disabile a non chiudersi, ma a buttarsi nel mondo e che non stia sempre in ansia per lei, che non la accompagni sempre ovunque, ma che la lasci ai suoi operatori e ai suoi amici.

mercoledì 2 novembre 2016

Credere: religione o superstizione?

Il terremoto oltre ai danni materiali e psicologici provoca anche danni spirituali. Ho sentito dire da un cittadino di Cascia che la sua città non è stata molto danneggiata perché Santa Rita l’aveva protetta. Mi sono chiesto gli altri santi degli altri paesi distrutti dal terremoto cosa facessero. La fede nella intercessione dei santi fa parte della religione cattolica, ma è molto fraintesa. Credere che un santo sia più potente degli altri è una forma di paganesimo; un po’ come credere che il terremoto sia una punizione divina per qualche peccato commesso dal popolo o dai suoi rappresentanti. In questo caso è molto meglio affidarsi alle spiegazioni scientifiche senza tirare in ballo la fede.