lunedì 2 maggio 2016

La normalità del bene

Prendersi cura fa parte della natura umana; ogni persona possiede l’istinto di protezione verso qualcun’altro,anche i più grandi criminali hanno la tendenza a preoccuparsi per i loro figli o i loro cari.
I miei genitori nella loro normalità mi hanno accolto e protetto fin dai primi anni di vita,poi è subentrato il prendersi cura quando sono cresciuto e loro mi hanno dato la possibilità di fare una vita il più possibile autonoma. A quel punto l’accoglienza, con tutta la sua importanza fondamentale, è diventata un tesoro che portavo dentro di me, perché fossi io stesso a trovare modi per essere accogliente e prendermi cura degli altri.
È necessario, infatti, rovesciare la prospettiva e comprendere che le persone con disabilità non sono sempre e soltanto oggetti di accoglienza e di cura, ma possono essere soggetti attivi o attivanti.
Trovo necessario sottolineare in uno sviluppo successivo che, se le cose sono vanno veramente bene, non esiste più un rapporto di disparità in cui uno accoglie un altro, ma si diventa un noi e si è in grado di prendersi cura l’uno dell’altro.

In una comunità in cui le persone sono tutte integrate è inopportuno continuare a parlare di accoglienza, se non nei confronti di ulteriori altri, nuovi e diversi.

lunedì 18 aprile 2016

Handicap e disabilità

Io non sono handicappato perché non cammino, ma perché, non camminando, non posso fare tante cose e debbo chiedere aiuto agli altri.Questo può essere un handicap, cioè uno svantaggio nei confronti degli altri, ma anche un vantaggio in quanto può creare delle relazioni che possono trasformarsi da semplice aiuto a rapporti di amicizia.
C’è a questo punto da fare una distinzione tra handicap e disabilità. Quest’ultima è causata dal deficit e dalla malattia, è per esempio la mia tetraparesispastica che mi impedisce di camminare. L’handicap invece è una questione sociale in quanto, come diceva Aristotele,l’uomo è un essere in relazione con gli altri, cioè è uno zoon politikon, quindi è la società a definire che cosa è handicap e chi sono gli handicappati.
E’ quindi per questo che il confine tra i due concetti non è così netto, anche se l’handicap si può ridurre con adeguate misure. Ma se è vero che la disabilità è una delle cause dell’handicap, però è anche vero che quest’ultimo può aggravare la condizione di disabilità.

Un esempio di questo è quando un disabile non può uscire di casa a causa delle barriere architettoniche o per altri motivi; questa persona perde l’abitudine alla relazione e alla fine anche la sua capacità di linguaggio viene compromessa. Se infatti non si parla mai, si perde la capacità fisica di parlare,perché, come qualsiasi funzione del corpo o della mente, ovviamente ha bisogno di esercizi 

lunedì 11 aprile 2016

Angoscia e paura

In “Essere e tempo” Heidegger evidenzia come i concetti di “paura” e “angoscia” vengano spesso confusi. La prima ha un oggetto che la scatena e la suscita (“il davanti a che”) e questo è sempre qualcosa di determinato, come ad esempio il dolore fisico o ciò che lo provoca.
L’angoscia, invece, è generata da qualcosa di indeterminato, dal semplice sentirsi come gettati nel mondo senza un perché, non potendo controllare il proprio destino.
Il “davanti a che” dell’angoscia è quindi il fatto di non essere padrone della propria vita, esattamente quello che mostra la persona con deficit ricordando all’uomo il proprio limite, la propria finitudine.
L’angoscia scatenata dalla presenza di una persona con disabilità dimostra l’inutilità del prendersi cura, cioè di ogni tentativo umano di controllo assoluto del mondo esterno. Secondo la mentalità comune le persone con disabilità non possono avere il controllo del proprio mondo, ma sono esse stesse oggetti di controllo e di cura da parte degli altri. Questo è un pregiudizio di chi non vive nella condizione di disabilità e non l’ha conosciuta direttamente, ma soltanto per sentito dire.


lunedì 21 marzo 2016

Resurrezione

Cattolico significa universale e quindi la messa cattolica è di per sé aperta a tutti. In ogni parte del mondo un fedele cattolico, soprattutto la Domenica, può. andare a messa sapendo che è la stessa ovunque e che in questo modo è in comunione con tutta la Chiesa.
Un ostacolo potrebbe essere la lingua, per esempio un emigrato ha diritto di seguire la messa nella sua lingua e quindi va nella propria comunità di origine.
 Non possono però esserci messe particolari per singole categorie di persone. Per esempio non dovrebbe esserci una messa per disabili, ma tutte le messe dovrebbero essere fatte con certe attenzioni come garantire la presenza di una persona che conosca il linguaggio dei sordomuti, o far sì che le chiese non abbiano barriere architettoniche.

La Resurrezione di Cristo infatti riguarda ogni uomo, in quanto ogni uomo pur essendo mortale ha in sé il desiderio di una vita piena ed eterna.

Buona Pasqua di Resurrezione a tutti

lunedì 7 marzo 2016

Viva le donne

Fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sono state organizzate molte giornate dedicate ai diritti delle donne. A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917, le donne hanno manifestato per chiedere la fine della guerra. In seguito, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, che si è svolta a Mosca il 14 giugno 1921, è stato stabilito che l'8 marzo fosse la Giornata internazionale dell'operaia.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale si è fatto per molto tempo risalire la scelta dell'8 marzo ad una tragedia accaduta nel 1908, che avrebbe avuto come protagoniste le operaie dell'industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. In realtà questo fatto non è mai accaduto, e probabilmente è stato confuso con l'incendio di un altra fabbrica tessile della città, avvenuto nel 1911, dove morirono 146 persone, tra le quali molte donne.
I fatti che hanno realmente portato all'istituzione di questa festa sono di diverso tipo, più legati alla rivendicazione dei diritti delle donne, tra i quali il diritto di voto.
Quindi la festa della donna è collegata al desiderio di pace. Non credo che la donna sia più pacifista dell’uomo, ma è portatrice della vita in senso biologico; col suo corpo genera la vita e per la vita c’è bisogno di un contesto di pace.

La giornata della donna può avere un senso nei contesti in cui non c’è ancora parità, ma come tutte le ricorrenze può essere strumentalizzata o data come contentino per non cambiare le cose in positivo.


lunedì 29 febbraio 2016

Le due ali dell'uomo

“Io sono atea, nel senso che io non credo in Dio, non credo nell’aldilà. Credo che l’anima sia il nostro cervello. Scientificamente non si può dimostrare né che Dio c‘è né che non ci sia. A me l’idea di Dio non convince, non ci credo. Preferisco credere che ci sia la materia e che la materia abbia le proprietà che osserviamo.”(Euronews intervista)

“L’idea di Dio nasce per spiegare ciò che la scienza non sa spiegare. La scienza dice cosa sono le stelle, come funzionano. Sappiamo ricostruire l’album di famiglia dell’universo ma non sappiamo dire perché sia fatto così. Ed ecco che si è inventato Dio. Dio è comodo, troppo comodo. Ma è un’ idea infantile, come Babbo Natale”.(Margherita Hack, Porto Cervo)

Il punto centrale del ragionamento di Margherita Hack è il rapporto tra la fede e la scienza e tra la fede e la ragione.
Nell’enciclica Fides et Ratio Giovanni Paolo II affrontava questi temi, sostenendo che la fede e la ragione sono le ali che permettono all’uomo di volare verso Dio. Infatti l'uomo non è unicamente riducibile a una dimensione scientifica, ma come di mostra, anche, la dimensione filosofica è molto più complesso.
La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.  E' Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché l'uomo, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.
Avere una sola ala, che sia la fede o la ragione, non permette di alzarsi da terra.
Gli scienziati, per i loro studi, dovrebbero essere aperti all’ipotesi-Dio, che non vuol dire credere, ma almeno non pronunciarsi sull’esistenza o la non esistenza di Dio perchè non è dimostrabile scientificamente nessuna delle due vie. La domanda di senso legata al problema dell’esistenza di Dio non appartiene infatti al piano scientifico, ma a quello filosofico ed esistenziale.


martedì 16 febbraio 2016

L'ateismo sospetto

Esiste il puro ateismo? Forse è un fenomeno esclusivamente europeo, ma anche nella stessa Europa bisogna chiedersi quanto sia diffuso e se sia possibile un ateismo puro; anche gli atei più convinti quando si avvicina la morte di solito hanno qualche ripensamento.
L’ateismo è cominciato con l’illuminismo e il positivismo, ma poi con la crisi del pensiero positivista è andato in crisi anche il pensiero ateo.
Prendendo i considerazione i maestri del sospetto Marx, Nietzsche e Freud possiamo considerare solo Freud il vero ateo, poichè distrugge con la sua psicanalisi il rapporto tra l’anima dell’uomo e Dio.
Infatti Marx, con l’idea della società perfetta, in cui le lotte di classe saranno superate e ci sarà la pace, si avvicina molto all’idea cristiana del Regno di Dio, che verrà alla fine dei tempi. Nietzsche, dal canto suo, con l’idea del Superuomo, che torna allo stato di fanciullezza andando al di là del bene e del male, in un certo senso si avvicina all’idea cristiana dell’ uomo redento e tornato a immagine di Dio.